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La Ghiacciaia, sede della biblioteca

La ghiacciaia vista dall'esterno    Antonio Ferrari: Cortile Ghiacciaia primi del Novecento.
La Ghiacciaia oggi e in un quadro di Antonio Ferrari (inizio Novecento)

Cortile Ghiacciaia dopo i bombardamenti     recupero e restauro della Ghiacciaia negli anni Novanta

Il Cortile Ghiacciaia dopo i bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale e il recupero e il restauro della Ghiacciaia negli anni Novanta

La quasi totalità delle collezioni della biblioteca è ospitata nella ghiacciaia dell'antico Ospedale Maggiore di Milano, oggi sede delle facoltà umanistiche dell'Ateneo. La valorizzazione di questa struttura è recente: è frutto di una ristrutturazione della fine degli anni Novanta. Il cortile Ghiacciaia, al pari di quello attiguo, della Legnaia, era stato completamente ignorato dal restauro post-bellico, perché ritenuto un'aggiunta posteriore rispetto all'originale progetto del Filarete.

La ghiacciaia era costituita da un bacino cilindrico in cui la neve veniva compressa con strati di paglia, circondato da una seconda muratura ottagonale; nell'intercapedine tra le due murature è possibile vedere ancora oggi le scale che consentivano di percorrere tutta l'altezza del deposito.

Fino agli anni Quaranta, all'esterno, nel cortile, il bacino della ghiacciaia era coperto da un piccolo edifico in mattoni con il tetto a spioventi, sormontato da una pigna in pietra, ora collocata nell'angolo a sinistra del cortile. La piccola costruzione è andata distrutta per i bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma al suo posto è stata costruita una suggestiva copertura a vetri che permette di ammirare anche dall'esterno la ghiacciaia.

La vicinanza dell'Ospedale alla Cerchia dei Navigli, lungo l'attuale via Francesco Sforza, era estremamente utile: gli scavi archeologici hanno riportato alla luce un percorso sotterraneo che metteva in comunicazione la ghiacciaia con alcuni vani sotterranei che si immettevano nel Naviglio. Questi passaggi consentivano di portare la neve e le derrate alimentari direttamente dal Naviglio alla ghiacciaia. La leggera pendenza del corridoio di accesso permetteva invece all'acqua residua di defluire, spontaneamente verso il canale.

Per ulteriori approfondimenti si consigliano questi testi:

  • Vaglienti F. cur. (2014), La Ca' Granda dei Milanesi. Itinerario interdisciplinare nel fulcro di una metropoli multiculturale, Milano, Università degli Studi.
  • Sena Chiesa G. cur. (1998), Cellae in Hospitali exsistentes. Gli scavi nei cortili della Ca' Granda, Milano, Università degli Studi.
  • Chiappa F. cur. (1965), Ca' Granda. Il ripristino dell'antica sede. 10 ottobre 1964, Milano.
  • Grassi L. (1958), La Ca' Granda. Storia e restauro, Milano, Università degli Studi.