Fondo Aldo Carpi e Maria Arpesani

Aldo Carpi, Ringrazio di ritrovare tanti amici, china su carta, 2 aprile 1941

Aldo Carpi (Milano 1886 - 1973) è stato una figura importante della storia dell’arte italiana del secolo scorso. Le sue opere furono accolte nei più importanti spazi espositivi e gallerie d’arte italiane (tra cui Brera, la Permanente e la Biennale di Venezia). Dal 1930 fu docente di pittura dell’Accademia di Brera (di cui divenne direttore nel 1945) e lavorò ad importanti commissioni pubbliche, tra cui le vetrate per la Chiesa di San Simpliciano (1927), la via crucis per la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (1930-32) e le vetrate per il Duomo (1934).
La parte più consistente dell’archivio è costituita dalla corrispondenza del pittore: i rapporti familiari e d’amicizia emergono specialmente attraverso i materiali conservati dalla moglie Maria Arpesani (in seguito dalla figlia Giovanna, infine dal pronipote Francesco Vio). Di Maria Arpesani, laureata in filosofia alla Statale di Milano, sono conservati molti scritti relativi a letture e traduzioni ma soprattutto taccuini con riflessioni spirituali, storiche e private. Particolarmente ricca e preziosa è la documentazione fotografica dell’opera pittorica di Carpi, grazie alla quale è possibile ricostruire il percorso dell’artista, dal ritratto alle committenze religiose.
L’archivio è completato da un nutrito numero di cataloghi, riviste e ritagli di giornali, fogli manoscritti e alcuni disegni originali dell’artista.

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